Vive e lavora a Milano. Architetto, Art Director e pittrice, sviluppa la propria ricerca tra spazio, colore e stratificazione emotiva. Dal 2016 ha intensificato il lavoro pittorico, vissuto come una continua ricerca volta a fermare sensazioni, energie, contrasti, mondi reali e illusioni.
La pittura diventa per lei uno strumento per riportare alla luce emozioni, ricordi ed esperienze che la frenesia della vita contemporanea tende a disperdere.
Attraverso processi di estrapolazione, stratificazione e fusione di forme e colori, costruisce opere composte da livelli differenti, segni e profondità che mutano continuamente nel tempo.
Qual è l'elemento più caratterizzante nella tua ricerca?
M.P. Il colore fa parte del mio sentire da sempre, elemento profondamente legato all’infanzia e alla figura di mio padre, che ne aveva fatto una componente centrale della propria attività professionale; allo stesso modo è centralità anche nella mia visione e nella mia produzione. Da questa sensibilità nasce una ricerca in cui il colore diventa canale privilegiato di energia ed espressione, in dialogo continuo con lo spazio.
Parole chiave nella tua ricerca?
M.P. Dualità, spazio e pittura sono parole chiave nel mio cammino artistico: elementi che procedono insieme in un percorso comune, dove lo spazio diventa luogo di possibilità espressiva e di relazione tra piani differenti e coesistenti.
Cosa hai trovato in questo angolo verde, durante l'esperienza del Fuori Giardino?
M.P. La dimensione collettiva, che insieme alla condivisione, occupa per me un ruolo centrale e fanno parte del mio percorso artistico. Lo scambio umano e creativo è una delle forme più profonde di arricchimento, capace di generare relazioni autentiche e nuove possibilità di dialogo tra artisti e pubblico.
Giulia Rocco