Artista in perenne ricerca. La sua pittura è influenzata dalla formazione come psicologa e racconta della connessione con la dimensione cognitiva ed emotiva, attingendo al mondo naturalistico attraverso un gesto che oltrepassa la forma, portatore di energia e potenza.
Liliana, il tuo è un gesto carico di energia, mai scontato
L.L. Mi sento perennemente in ricerca e amo esplorare diverse tecniche e materiali, anche se il mio mezzo preferito è certamente l'acrilico, che trovo immediato e materico. Sicuramente la mia ricerca è influenzata dalla mia formazione professionale come psicologa, riflette e comunica con la dimensione cognitiva ed emotiva, ma quello che ricerco in realtà è la libertà del gesto pittorico, la naturalezza.
Il mio processo creativo prevede una prima fase di approccio alla tela in cui a volte disegno e a volte parto con il colore, uso il pennello ma anche le mani o altri strumenti con l'obiettivo di perdere rigidità e trasfigurare le forme stesse. C'è poi una fase in cui mi fermo e attendo, per poi riprendere a lavorare e partire dalle indicazioni che l'opera mi suggerisce.
Parole chiave nella tua ricerca
L.L. Viaggio: nello spazio e nel tempo, viaggi reali che ho fatto, ma anche viaggi immaginati
Sogno: perché è la dimensione parallela alla realtà, dove nasce la motivazione a dipingere
Immaginazione: come trasformazione della realtà
Emotività: tutto è connessione emotiva, la vita è connessione emotiva
Come è stato vivere l'esperienza del Fuori Giardino?
Mi piaceva l'idea di inserire il mio lavoro in un contesto naturale, dove potesse interagire con le piante e il vento, osservare le opere nascoste nel giardino, immerse, in continuo dialogo.
C'è poi la questione della condivisione con le altre artiste, un'occasione questa per rinforzare e rinnovare il patto artistico tra di noi.
Per il futuro immagino una ricerca, come collettivo e nel rispetto delle differenti identità, che parta dall'interazione con location inaspettate e ricche di potenziale, in uno scambio di visioni e modi di interagire con il contesto.
Giulia Rocco